
5 proverbi e una poesia in piemontese per dare il benvenuto al mese di Giugno 2026
IJ PROVERBI ‘D GIUGN | I proverbi di Giugno
“Giugn, la ranza an pugn”
(Giugno, la falce in pugno)
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“La vigilia ’d San Gioann
a pieuv minca ann”
(La vigilia di San Giovanni
piove tutti gli anni)
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“A venta nen giudiché la gent
da la piega dle braje”
(Non bisogna giudicare la gente
dalla piega dei pantaloni)
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“Ij parent e la pieuva
dòp tre di a dan neuja”
(I parenti e la pioggia
dopo tre giorni danno noia)
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“Tròpa passiensa a fa perde la passiensa”
(Troppa pazienza fa perder la pazienza)
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Frutta e verdure del mese di Giugno
Per il primo mese d’estate 2026, propongo agli affezionati Lettori di Storie Piemontesi una poesia dedicata al mese di Giugno, anzi alle Notti di Giugno. Si tratta della mia libera versione in Lingua piemontese di una lirica di Victor Hugo (1802 | 1885), intitolata Neuit ëd Giugn (Nuits de Juin, Notti di Giugno), tratta dalla sua raccolta Les Rayons et les ombres (Ij ragg e le Ombre, I raggi e le Ombre), pubblicata nel 1840. Oltre al testo in piemontese e al consueto glossario, i Lettori troveranno anche il testo originale in Lingua francese e una mia versione in Lingua italiana.
Il grande scrittore e poeta francese descrive in questi versi l’incanto dei crepuscoli delle notti estive, e di Giugno in particolare, ancor più rilassanti se riusciamo a socchiudere gli occhi per cogliere i rumori sussurrati dalla Natura e godere tutta la purezza della notte incipiente.
Neuit ëd Giugn
D’istà quand che ’l di a finiss, coverta ’d fior
la pian-a a spantia un përfum anciocant;
j’euj ambajà, le orije spalancà ai rumor,
i sugnoma, a mesa-vijà, un seugn trasparent.
Le stèile a son pure, j’ombre a smijo pì sclinte:
na legera penombra a pitura la vòlta dël cel
e la primalba, dossa e spàila, an spetand soa ora,
a smija che tuta la neuit a spassigia ant ël cel.
(Sergio Donna)
Glossario: a spantia: diffonde; anciocant: inebriante; ambajà: socchiusi, semichiusi; a mesa vijà: nel dormiveglia; sclinte: definite; primalba: prima luce dell’alba; spàila: pallida; a spassigia: passeggia, vaga
Nuits de juin
L’été, lorsque le jour a fui, de fleurs couverte
la plaine verse au loin un parfum enivrant;
les yeux fermés, l’oreille aux rumeurs entrouverte,
on ne dort qu’à demi d’un sommeil transparent.
Les astres sont plus purs, l’ombre paraît meilleure;
un vague demi-jour teint le dôme éternel;
et l’aube douce et pâle, en attendant son heure,
semble toute la nuit errer au bas du ciel.
(Victor Hugo 1802 – 1885| Les rayions et les ombres)
Notti di Giugno
D’estate, quando il giorno declina, coperta di fiori, / la pianura effonde un profumo inebriante; / ad occhi socchiusi e con le orecchie aperte ai rumori / sogniamo, nel dormiveglia, un sogno trasparente. // Le stelle sono pure, le ombre sembrano più nette; / una leggera penombra dipinge la volta del cielo. / E l’alba, dolce e pallida, in attesa del suo momento, / sembra che tutta la notte vaghi nel cielo.



