
Alla scoperta degli scrittori del territorio: Roberto Lanzo, talento torinese del thrilling
Ci sono romanzi la cui lettura resta magnetica e in grado di catturare il Lettore, indipendentemente dalla data in cui sono stati scritti. Se poi sono opera di uno stesso valente Autore, e magari sono stati realizzati a distanza di alcuni anni l’uno dall’altro, il Lettore più attento ed esperto potrà certamente riconoscerne il tratto, lo stile, la mano comune di chi li ha composti, ma anche cogliere l’evoluzione e la crescente efficacia di una scrittura che nel tempo si è fatta sempre più affinata, fluida e avvincente, ma che è anche lo specchio delle molteplici esperienze di vita dell’Autore stesso.
È il caso di Roberto Lanzo, torinese di Borgo San Paolo, classe 1963, che dall’età di quarant’anni è affetto dal morbo di Parkinson, contro il quale combatte da sempre con coriacea forza di volontà, attività fisica e sportiva, e appunto anche con la scrittura, dapprima considerata un hobby, un’occasione di mera evasione, ma che dopo tre romanzi di successo all’attivo, è diventata una prassi ed un’esigenza terapeutica irrinunciabile, e uno stile di vita.
Lanzo ha al suo attivo tre noir, o meglio tre thriller piscologici: a Percezioni capovolte (2012, autoprodotto), ha fatto seguito La mia notte (Intrecci edizioni, 2023) e Sonny, Una vita di sensazioni (2025, autoprodotto).
Sono molti gli Scrittori che si cimentano nel genere del giallo e del noir: la produzione di questo genere letterario è davvero cospicua, persino esuberante. Tra le innumerevoli offerte sul mercato librario, emergere e farsi notare può diventare un’impresa per un Autore. Per farlo, occorre essere dotati di una penna fluida, ma soprattutto disporre di un innato senso per l’intrigo, del sapiente uso del flash back, e della suspense, elementi che fanno la differenza e possono davvero attanagliare e affascinare il Lettore. Lanzo è sicuramente uno di questi Autori.
Non ‘spoileremo’ molto in questo articolo, ma qualche indizio certamente lo forniremo ai Lettori per indurli a scoprire la quintessenza del fascino dei romanzi di Roberto Lanzo.
In Percezioni capovolte, l’Autore sviluppa un geniale racconto incrociato: due romanzi paralleli, ma che si sviluppano in uno scenario temporale diverso, e che tuttavia, a sorpresa, si rivelano circolari e inanellati tra loro. Sinistri personaggi maschili calcano il palcoscenico narrativo sull’onda della psicologia e si muovono sulla linea di confine della psicopatia; ma sono le donne le vere protagoniste, nel bene come nel male. Spietatamente, cinicamente, o disperatamente, in un turbinio di tradimenti, violenze, abusi subiti, ma anche di vendette macchinosamente e freddamente concepite e realizzate, alla fine riescono nell’intento di riscattare il loro oscuro passato, i traumi e i torti sofferti, generati loro malgrado negli anni della lontana infanzia.



In La mia notte, Lanzo ci fa capire – proprio come talora accade nella vita di ognuno di noi – che nulla, o quasi nulla, è davvero come ci appare. In questo caso, Lanzo lo fa attraverso il racconto di un quarantenne torinese che confida gli oscuri avvenimenti del suo ultimo anno di vita a una donna misteriosa, cercando di recuperare il senso degli eventi. Una matrice comune delle opere di Lanzo, presente anche in questo libro, è la profonda introspezione psicologica nei suoi protagonisti e nei suoi personaggi, spesso molto variegati e numerosi, che ai protagonisti ruotano intorno e con i quali le vite si intrecciano. Il ritmo è sempre incalzante e la narrazione si sgrana tenendo costantemente sul tiro il Lettore.
Forse ancor più intenso e accattivante, magnetico e trascinante, è l’ultimo nato tra i romanzi di Lanzo: il thriller psicologico Sonny, Una vita di sensazioni. In poco meno di 200 pagine, l’Autore sviluppa una trama avvincente, su un palcoscenico in cui si muovono almeno venti personaggi affascinanti, che fanno corona al vero protagonista, uno scopritore di talenti: Sonny, appunto.
Un figlio di papà, che ha scelto di diventare un talent scout, ma che da bambino ha subito un trauma terribile: ha assistito all’assassinio della madre, pur avendo rimosso il volto, per istintiva autodifesa, dell’assassino. Un trauma, un incubo costante, che ancora condiziona la sua vita e rende le sue notti insonni e turbolenti. Anche questa storia, com’è nelle abitudini di Roberto Lanzo, si dipana soprattutto a Torino, tra ville precollinari, locali notturni, e le piazze auliche della città. Ma non mancano escursioni nella Val Sangone, nelle Langhe e viaggi lampo tra i grattacieli di Manhattan. Il ritmo è brillante, cadenzato: i colpi di scena si susseguono ad arte, con sapiente maestria. Ma è sul finale che il thriller rivela la sua massima valenza, proprio nelle ultime righe. Un finale magistrale che solo uno scrittore di rango avrebbe potuto immaginare.
I romanzi di Roberto Lanzo sono in vendita, oltre che su Amazon, anche alla Libreria Donostia di Via Monginevro 85, a Torino, in Borgo San Paolo.

Sarà possibile incontrare e dialogare con l’Autore Martedì 12 Maggio 2026, ore 19, presso il negozio Bussolino Cucine, al civico 72 di Via Monginevro, in occasione dell’iniziativa “Via dei Lettori”, a cura dell’Associazione dei Commercianti di Via Monginevro, realizzata in concomitanza con il Salone del Libro Off 2026. L’ingresso è libero.
Sergio Donna



