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Alla scoperta degli edifici sacri di Torino: la Chiesa di San Domenico

È in via Milano: nell’attiguo Convento aveva sede il Tribunale dell’Inquisizione, e per questo venne chiamata dal popolino la chiesa dei… “Domeni-cani”

La Chiesa di San Domenico, databile attorno alla metà del Duecento, è sicuramente una delle più antiche chiese torinesi, e un raro esempio di arte gotica in città, per quanto nel corso dei secoli abbia subito numerosi interventi di restauro, ricostruzione e modifiche, che hanno sicuramente inciso sul suo aspetto originario.

Prova della sua vetustà è che ci appare in parte interrata rispetto all’attuale piano stradale dell’omonima contrada su cui si affaccia (Via San Domenico, all’angolo con Via Milano) e che per entrarvi, occorre scendere (anziché salire, come in genere accade per le altre chiese) alcuni scalini.

Fino ai primi anni del 1600, la Chiesa era a quattro navate, e dunque era assai più ampia di quanto non lo sia oggi. Venne ridotta, nel lato di levante, in modo che la facciata potesse essere in linea con il tracciato di Via Milano.

La cappella delle Grazie, interno della Chiesa di San Domenico,
Via Milano angolo Via San Domenico, Torino

All’interno della chiesa, sulla sinistra dell’Altar Maggiore, incantevole è la Cappella delle Grazie, i cui affreschi risalgono alla metà del Trecento, opera di un artista noto come Maestro di San Domenico. Sulle due pareti laterali e su quella centrale, nel registro inferiore, sono dipinti i dodici Apostoli. Nelle lunette, da sinistra a destra, sono rappresentati: la Majestas Domini, l’Annunciazione, e San Tommaso nell’atto di presentare alla Vergine tre fedeli. Al centro della cappella è esposta un’icona del XVI secolo raffigurante una Vergine con Bambino ed i santi Giovanni Battista e Gabriele.

Al fondo della navata di destra è posizionato il prezioso dipinto, opera del Guercino, rappresentante Maria Vergine che porge il Rosario a San Domenico, in presenza di Santa Caterina da Siena. La prima cappella a sinistra è dedicata al Beato Aimone Tapparelli e al Beato Pietro di Ruffia. I bassorilievi in marmo che adornano questa cappella raffigurano le Beate Ludovica e Margherita di Savoia, dono di re Vittorio Amedeo III.

La Chiesa di San Domenico accoglie le spoglie di Emanuele Filiberto Pingone, celebre storiografo, archelologo e diplomatico al servizio dei duchi di Savoia, nato a Chambéry nel 1525 e morto a Torino nel 1582.

Non possiamo non ricordare che nell’attiguo Convento di questa chiesa aveva sede il Tribunale dell’Inquisizione. Il popolo definiva ironicamente la Chiesa di San Domenico la Chiesa dei “Domeni-cani”, quasi ad esorcizzare scaramanticamente l’eventualità di un possibile processo da parte di quei religiosi che − come scriveva Dante Alighieri nel Purgatorio − avevano il compito di “mantener la barca di Pietro in alto mar per dritto segno”, ma che il popolo considerava particolarmente “accaniti” nello svolgimento della loro missione, nei confronti di chi fosse stato accusato di presunta eresia, stregoneria o di comportamenti invisi alla Chiesa, anche solo per una maligna e non provata delazione.

Il Convento accoglie una storica e fornitissima Biblioteca con rari e preziosi antichi volumi: la “Libreria” venne fondata da Padre Gioanni da Torino nel 1278, come risulta da un atto rogato in Milano nell’Infermeria del Convento dell’Ordine (Sant’Eustorgio).

Un’altra curiosità: qui si conserva un grande stendardo che sventolò su una delle galee sabaude, al comando dell’ammiraglio Andrea Provana, che partecipò alla celebre Battaglia di Lepanto contro i Turchi. Ai quattro angoli del vessillo sono riportati gli stemmi della Città di Torino, che fanno corona ad un’immagine della Vergine in atto di offrire ai fedeli il suo Rosario.

Sergio Donna

Bibliografia:

Autori Vari, Chiese, Campanili e Campane di Torino, self publishing degli Autori, monografia promossa dall’Associazione no profit Monginevro Cultura e dall’ANSMI, Associazione Nazionale Sanità Militare, Inspire Communication, Torino 2020. Chi fosse interessato a questo volume, può scrivere a: segreteria@monginevrocultura.net
 

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