TRADIZIONI

Cinque proverbi in piemontese e una poesia per dare il benvenuto al mese di Febbraio 2026

Selezione di proverbi piemontesi a cura di Sergio Donna dall’Armanach Piemontèis 2026, Ël Torèt | Monginevro Cultura, dedicato ai “Caffè & Locali storici di Torino

“Ëd vinteut a-i na j’é mach un:
j’àutri a ‘n n’han tranta o trantun”

(Di ventotto [giorni] ce n’è solo uno [il mese di Febbraio]:
gli altri [mesi] ne han trenta o trentuno)

“Chi a travaja a mangia;
chi a travaja nen, a mangia, a bèiv e a fà festa”

(Chi lavora mangia,
chi non lavora, mangia, beve e fa festa)

“A sto mond, gnente a l’é fàcil,
ma quasi tut a l’é possìbil”

(A questo mondo, nulla è facile,
ma quasi tutto è possibile)

“Chi a fà le còse an pressa
sovent a sbalia adressa”

(Chi fa le cose in fretta,
sovente sbaglia indirizzo)

“Dime con chi ’t vas
e ’t dirai ch’it ses”

(Dimmi con chi vai,
e ti dirò chi sei)

Giandoja, la maschera di Torino, di fronte ai manifesti che pubblicizzano un Carnevale d’antan

Per questo mese di Febbraio, in cui impazzano le tradizionali sfilate di carri allegorici e le Feste di Carnevale, ho pensato di proporre agli amici di “Storie Piemontesi” questa mia poesia. Il messaggio che vorrei lasciar passare attraverso i suoi versi è il seguente: se da un lato cullarci ogni tanto nei sogni e nelle illusioni può essere rigenerante e motivo di evasione, è altrettanto vero che dobbiamo saper discernere le aspirazioni positive da quelle effimere e ingannevoli, per non perderci in vane chimere e inseguire frivole sirene.

Mascarin-a ëd Carlevé

Mascarin-a che a Fërvé
it fas festa a Carlevé,
un pòch seria, un pò piorosa
mi veuj pijete për morosa.

Të scanuce daré dl’uss:
ant j’euj tò, com a bërlus
la toa ànima gentila
birichin-a, da porila.

Ma chi ’t ses, ti mascarin-a
con la vos aùssa e sclin-a?
Veuj conòss-te! Dime ’n pò:
‘T ses dal cel, tombà, ’n cadò?

Ven davzin, dame ’n basin…
ch’a sia doss, ch’a sia molsin…
Sël pì bel ti ’t ses sparìa,
svaporà, ’t ses volà via.

L’é nemis për mi ’l Destin:
che figura da tupin!
‘T j’ere ’n seugn, na masca brava,
e mi nèch come na rava,

con la facia da mërluss:
i son pijame në scapuss…
Dòp stë schers ëd Carlevé
son andamne a rapolé…

Sergio Donna

Glossario:
mascarin-a: mascherina; piorosa: piagnucolante; aùssa: acuta; sclin-a: cristallina; tombà: caduta; cadò: dono, regalo; molsin: morbido; svaporà: svanita; tupin: recipiente di terracotta, piccola terrina, ma qui, in senso figurato, sta per persona ingenua o stupida; masca brava: fata; rava: rapa; mërluss: merluzzo; andé a rapolé: letteralmente sta per andare a raccogliere gli ultimi grappoli in una vigna dopo la vendemmia, ma qui, in senso figurato, sta per andarsene, cambiare aria, ma… con le pive nel sacco.

Mascherina di Carnevale

Mascherina che a Febbraio / tu fai festa a Carnevale, / un po’ triste, un po’ seriosa, / io ti prendo per morosa. // Tu ti affacci dietro l’uscio / mentre brilla nei tuoi occhi / la tua anima gentile, / birichina, da bambina. // Ma chi sei tu mascherina / alla voce acuta e fina? / Ma chi sei tu, dimmi un po’: / sei del cielo un bel cadeau? // Vieni qua, dammi un bacetto, / che sia dolce, tenerissimo… / …Sul più bello, sei sparita, / te ne sei volata via. // Mio nemico fu il Destino: / che figura da cretino! / Eri un sogno, una fatina: / son rimasto inebetito / con la faccia da merluzzo, / inciampato in un abbaglio… / una burla a Carnevale / dal tristissimo finale…

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Avviso ai Lettori

È disponibile l’Armanach Piemontèis 2026, Cafè & Locaj stòrich ëd Turin | Caffè e Locali storici di Torino, a cura di Ël Torèt | Monginevro Cultura, a tiratura limitata, da cui sono tratti i proverbi pubblicati su questo Quotidiano on line. Il tema dei Caffè e dei Locali storici di Torino è inoltre stato approfondito in un’omonima Monografia, anch’essa fresca di stampa: chi fosse interessato scriva a: segreteria@monginevrocultura.net| 011-0437207.

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, Sergio Donna è Presidente dell’Associazione di volontariato culturale Monginevro Cultura. È autore di romanzi, saggi e poesie, in Lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio ha pubblicato le monografie “Torèt, le fontanelle verdi di Torino”, “Portoni di Palazzi torinesi”, “Chiese, Campanili & Campane di Torino”, “Giardini di Torino”, “Fontane di Torino”, “Statue di Torino”, “Ponti di Torino" e "Caffè e Locali storici di Torino”. Tra le sue raccolte poetiche, ricordiamo “Lines”, “Laeta Carmina”, “Sonetti”, "Metrica | mente" e “Kairos” (in Lingua Italiana), e “Cerea” e “Tóira e ritória” (in Lingua piemontese). Al suo attivo, anche una raccolta bilingue (italiano e piemontese) in quattro volumi di 400 poesie brevi di stile giapponese, dal titolo "Ciameje nen haiku | Non chiamateli haiku”. Ha scritto inoltre i romanzi “Il trionfo della bandiera” e “Lo scudetto revocato”. Come giornalista, ha collaborato diversi anni con il quotidiano on line “Piemonte Top News” e con la rivista “Torino Storia”. Attualmente scrive per il quotidiano on line “Storie Piemontesi”, per i mensili “Vagienna” e “Piemontèis Ancheuj” e per il periodico “Savej”. È fondatore dei Premi Letterari Internazionali “Lampi di Poesia | Slussi ’d Poesìa”, “Jucunde docet” e “Poesia Granata”, per poesie e racconti in Lingua italiana e Lingua piemontese. È anche Autore di testi di canzoni in piemontese, musicate da noti chansonnier del territorio, ed è docente di Lingua e Letteratura Piemontese all’Unitre di Torino e di altre Sedi decentrate. Per Monginevro Cultura, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali dell’ “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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