Abbiamo già avuto occasione di dedicare un ampio articolo a sua maestà il biciolan vercellese, il biscotto tipico del territorio che condivide il nome con l’omonima e simpatica maschera di Vercelli, il Bicciolano, figura carnevalesca locale che nell’aspetto e nella veste vagamente ricorda Gianduja (ne condivide il tricorno marrone e una giubba dagli alari vistosi), ma la cui compagna non è Giacometta, bensì la Bela Majin, ovvero la popolana Bella Maria.
Chi volesse rileggere quell’articolo, lo può trovare cliccando qui.
Esiste però un altro biciolan, quello torinese. Lo conoscono bene i ghiottoni di dolci dal palato fine, ma si sappia che questo bicciolano non è neppure un lontano parente di quello vercellese.
D’altronde succede spesso: ci sono omonimie ingannevoli e fuorvianti, riguardanti molte specialità alimentari, e persino per i toponimi o i nomi dei fiumi. In Piemonte, ad esempio, scorrono due Dore e due Sture: ma guai a confonderle tra loro. Gli abitanti delle loro valli si ribellerebbero sonoramente.
Parimenti, e sempre a titolo di esempio, la panissa vercellese (un delizioso risotto con cotiche e fagioli) è tutt’altra cosa dalla panissa ligure (una sorta di polenta fritta, tagliata a fettine, a base di ceci). E si potrebbe continuare con i canestrelli, dolci tipici della Val di Susa e della Val Chisone, che pur sono diversi da quelli dell’Eporediese, e che a loro volta nulla hanno a condividere con i canestrelli biellesi (fragranti cialde sottili rettangolari dal ripieno di cacao) o con i canestrelli liguri e della provincia di Alessandria (soffici frollini a forma di fiore, con il buchino in centro, ricoperti di zucchero a velo).
Foto a sinistra: bicciolani di Torino esposti nella vetrinetta di Plattì. Foto di destra: particolare di un bicciolano proposto dalla Pasticceria Dezzutto.
E così accade pure per i biciolan di Torino, che sono una sorta di brioches di pasta sfoglia, generalmente ripiena di marmellata, friabile e delicata. Sono una prelibatezza per palati fini. Non si trovano facilmente in tutti i bar, ma è probabile che siano disponibili nelle vetrinette di alcuni Locali storici della città, come da Plattì in Corso Vittorio Emanuele angolo Corso Re Umberto, e da Dezzutto in Via Duchessa Jolanda.
Provateli, se li vedete esposti: davvero un’eccellente idea per una colazione alternativa, da raffinati ed esigenti gourmet dell’arte pasticciera.
Sergio Donna

