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Il Cammino Eusebiano, tra memoria, fede e folklore

Il Cammino Eusebiano è uno dei tanti itinerari della fede che attraversano il Piemonte, e che sono stati riscoperti negli ultimi decenni. Infatti, non è solo un percorso escursionistico, è un viaggio nella storia che permette di osservare come, nei secoli, la figura di sant’Eusebio di Vercelli sia diventata un riferimento cultuale per un territorio segnato da confini mobili, migrazioni stagionali e una forte tradizione agricola.

Camminare lungo i suoi 130 chilometri significa leggere un paesaggio che conserva ancora oggi tracce di un cristianesimo antico, modellato più dalla pratica comunitaria che dalle grandi istituzioni, e fa immaginare come doveva essere la vita semplice che si viveva nel passato.

Dal punto di vista antropologico, il cammino mostra come la devozione verso alcuni santi abbia funzionato come collante sociale, lasciando anche numerosi “reperti” sul territorio. Le pievi, spesso isolate tra campi e boschi, erano punti di aggregazione, spazi di scambio, luoghi in cui si scambiavano merci e si commerciavano i pochi averi, un po’ come i mercati nelle città.

La figura di Eusebio, vescovo del IV secolo noto per la sua opposizione all’arianesimo, fu importante per quelle zone, lo si comprende anche dai toponimi, e dalle leggende, che ancora si raccontano, fu il primo vescovo del Piemonte, attivo nel V secolo e una figura decisiva nella formazione del cristianesimo dell’Italia settentrionale. Proveniente dalla Sardegna, portò nel vercellese un modello di vita comunitaria ispirato al monachesimo orientale, creando una forma di clero “quasi monastico” che influenzò profondamente la spiritualità locale. La sua ferma opposizione all’arianesimo gli costò l’esilio e lo fece amare ancora di più dalla comunità.

Dopo la morte, il suo culto si diffuse rapidamente, molte comunità rurali lo considerarono protettore dei campi e delle attività agricole. La tradizione gli attribuisce anche viaggi pastorali nel Canavese e nella Serra d’Ivrea, luoghi oggi attraversati dal Cammino Eusebiano, che conservano la sua memoria nella pietra e nelle credenze popolari.

La “passeggiata” attraversa territori che, fino a tempi recenti, vivevano di agricoltura e transumanza. Le vie percorse oggi dai pellegrini erano un tempo utilizzate per spostare greggi, raggiungere mercati o collegare piccoli insediamenti.

Il Cammino Eusebiano nasce come itinerario a piedi da Vercelli a Oropa, il più importante santuario mariano delle Alpi, seguendo idealmente le tracce di sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli e del Piemonte. L’idea alla base è quella di un viaggio lento e consapevole, capace di unire devozione, paesaggio e memoria storica, e il percorso si inserisce inoltre in una rete più ampia, verso nord si collega al Cammino di San Carlo, mentre verso sud incontra la Via Francigena.

Nel 2017, in occasione del convegno Orme di storia e di bellezza al Sacro Monte di Crea, l’Unpli – Pro Loco del Piemonte ha promosso l’estensione del tracciato da Vercelli fino a Crea, creando così un asse che unisce due luoghi di culto che la tradizione attribuisce all’iniziativa di sant’Eusebio, Oropa, nelle montagne biellesi, e Crea, sulle colline del Monferrato.

L’intuizione originaria del Cammino si deve a Francesco Vettoretto, oggi sindaco di Ternengo, nel Biellese. Proprio a Ternengo si trova una delle numerose chiese dedicate a sant’Eusebio che punteggiano l’itinerario, testimonianza della diffusione capillare del suo culto lungo tutto il percorso.

La Serra d’Ivrea, attraversata dal cammino, è uno dei più estesi cordoni morenici d’Europa, un paesaggio geologico unico che ha influenzato insediamenti, coltivazioni e vie di comunicazione e in alcune tappe si incontrano antichi piloni votivi, piccoli altari campestri che custodivano immagini sacre e fungevano da punti di riferimento per viandanti e pastori.

Lungo il Cammino Eusebiano è possibile anche usufruire di diverse forme di accoglienza, in tre tappe – Castelletto, Masserano e Ternengo – sono disponibili strutture che offrono ospitalità pellegrina, cioè un pernottamento semplice in cambio di una modesta offerta, grazie a spazi messi a disposizione da parrocchie o amministrazioni locali.

Contattando l’Associazione Cammino Eusebiano si può richiedere la Credenziale, il documento che accompagna il pellegrino lungo il percorso. A chi completa l’intero itinerario viene rilasciato un Testimonium, attestato che certifica l’avvenuto pellegrinaggio.

(l’immagine di Vercelli è di Goldmund100, CC, mentre quella di Oropa è di Marino Olivieri ph)

Katia Bernacci

Katia Bernacci, giornalista pubblicista, saggista e ricercatrice indipendente, è attualmente direttrice editoriale della casa editrice Yume. Da anni si occupa di divulgazione in ambito culturale.

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