TORINO. «Guai a voi se distruggete quello che ho costruito con tanta fatica, dovete andare avanti con le vostre forze, io vi ho dato gli strumenti, adesso tocca a voi rimboccarvi le maniche. Svegliatevi dal torpore della consuetudine e della stanchezza, perché quando non ce la fate più, pensate che in quell’attimo c’è gente che sta lottando e soffrendo più di voi». Parlava in questo modo Lia Varesio in ospedale, consapevole che non avrebbe avuto altro tempo per vivere.
Da quell’istante sentì di voler conoscere le persone che vivevano per strada, parlare con loro, aiutarle, e quando Bartolomeo, uno di loro, morì di freddo tra un mucchio di stracci, decise di fondare nel 1979 l’associazione “Bartolomeo & C.” Il suo cammino proseguì poi nelle carceri, tra i tossicodipendenti, gli alcolisti, e i barboni. Le furono riconosciuti premi per la sua opera, fino all’onorificenza più prestigiosa, quella di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferitale nel 2005 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, per l’opera sociale di aiuto ai poveri.
Nel periodo che precedette la morte, avvenuta all’Ospedale Mauriziano di Torino nel 2008, Lia Varesio avrebbe desiderato scrivere un libro per raccogliere la storia del suo cammino e, in particolare, gli spezzoni di vita delle persone in difficoltà che aveva incontrato. Questo il motivo per cui i volontari dell’associazione torinese
hanno deciso di aprire un sito internet a lei dedicato, con lo scopo di tenere vivi la memoria, e i ricordi delle persone che la conobbero, per scriverne un libro.
Alcuni mesi fa il vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Torino Enzo Lavolta ha dichiarato: «Nella nostra città i diritti, i bisogni, le speranze dei “cittadini di strada” sono stati e sono interpretati e sostenuti da figure di straordinaria umanità e coraggio. Tra queste personalità, che s’iscrivono a buon diritto nella tradizione dei “Santi Sociali” della nostra città, occupa un ruolo di assoluto riguardo Lia Varesio. È per queste ragioni che, riprendendo una proposta d’intitolazione formulata nel 2012, ho predisposto e inoltrato una nuova richiesta indirizzata alla nostra Commissione Toponomastica. A distanza di dieci anni dalla scomparsa di Lia Varesio possiamo finalmente procedere, mi auguro senza esitazione, alla ridenominazione dell’attuale via della Casa Comunale 1 trasformandola in via Lia Varesio 1».

