
“Ingranaggi che contano”: a Marentino si percorre a ritroso la storia del calcolo
Sabato 9 e domenica 10 maggio, a Casa Zuccala, una mostra straordinaria sugli strumenti pre-digitali, dalla collezione della professoressa Vanetti dell’IIS Plana di Torino
MARENTINO. L’uomo conta da sempre. Prima con le dita, poi con i sassolini — da cui il latino calculus, “piccola pietra” —, poi con l’abaco, con le tavole logaritmiche, con il regolo calcolatore, fino alle grandi calcolatrici meccaniche ed elettromeccaniche del Novecento. Questa lunga e affascinante avventura intellettuale è al centro di “Ingranaggi che contano”, la mostra di antichi strumenti di calcolo che andrà in scena nel prossimo fine settimana a Marentino, piccolo comune del torinese.
L’appuntamento è fissato per sabato 9 e domenica 10 maggio 2026, dalle ore 15:00 alle 19:00, presso la suggestiva dimora storica di Casa Zuccala in via Profonda, 0 a Marentino (TO). L’ingresso è libero. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Casa Zuccala con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, promette di offrire ai visitatori un viaggio nel tempo lungo secoli di ingegno umano.
Calcolare è una necessità antica quanto la civiltà. I Sumeri, cinquemila anni fa, tenevano i conti su tavolette d’argilla; gli Egizi costruivano piramidi con la precisione di architetti e astronomi; i Greci elaborarono la geometria e i Romani perfezionarono sistemi numerici che ancora oggi, in forma di cifre romane, campeggiano sui frontoni dei monumenti. Nel Medioevo l’abaco — nella sua versione a palline scorrevoli — era lo strumento indispensabile di ogni mercante e tesoriere d’Europa. Nel Seicento John Napier inventò i logaritmi e le sue “ossa” – bastoncini di avorio incisi con tavole numeriche – accelerarono i calcoli dell’epoca.

Con la Rivoluzione Industriale il sogno di meccanizzare il calcolo diventò realtà. Wilhelm Schickard, Blaise Pascal e Gottfried Leibniz si cimentarono ognuno con le proprie macchine calcolatrici nel XVII secolo; due secoli più tardi Charles Babbage progettò il suo Difference Engine, progenitore dei moderni computer. Nel Novecento le calcolatrici meccaniche ed elettromeccaniche – con i loro ingranaggi, carrelli e levette – entrarono negli uffici di banche, assicurazioni e laboratori scientifici di tutto il mondo, diventando simbolo di un’epoca in cui la precisione e la velocità di calcolo erano già sinonimo di potere e progresso.

Proprio quest’universo di metallo, legno e numeri ha appassionato per anni la professoressa Fiammetta Vanetti, docente di matematica presso l’IIS Plana di Torino. Nel corso degli anni, con la pazienza e la determinazione proprie di chi coltiva una vera passione, ha assemblato una collezione notevole: abachi di varie epoche e tradizioni, regoli calcolatori, calcolatrici meccaniche a manovella e macchine elettromeccaniche, ognuno dei quali rappresenta una tappa precisa nell’evoluzione del pensiero matematico applicato.
“La mia non è solo una raccolta di oggetti – ama ripetere la professoressa Vanetti -, ma un percorso nella storia della mente umana. L’idea della mostra nasce dal desiderio di condividere con il pubblico una passione che unisce aspetti storici, scientifici e tecnici e di presentare al territorio chierese un progetto didattico che sarà proposto anche alle scuole del territorio e della città di Torino nel prossimo anno scolastico”.
Il percorso espositivo è pensato per un pubblico vasto: non solo appassionati di storia della scienza, ma anche famiglie, studenti e semplici curiosi. Ogni strumento sarà accompagnato da spiegazioni sul suo funzionamento e sul contesto storico in cui veniva utilizzato, trasformando la visita in una vera e propria lezione a cielo aperto. Un’occasione rara per toccare con mano — nel senso più letterale — secoli di storia del calcolo, in un luogo di straordinario fascino come Casa Zuccala.
COME PARTECIPARE
Dove: Casa Zuccala, Via Profonda 0, 10020 Marentino (TO)
Quando: Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026, ore 15:00–19:00
Ingresso: libero
Info e prenotazioni: info@casazuccala.it • 347 935 9959



