CURIOSITA'STORIE DA RACCONTARE

Le Antiche Ghiacciaie di Torino

Se ne possono scoprire le vestigia sotto il PalaFuskas di Porta Palazzo e nel posteggio interrato di Piazza Emanuele Filiberto

Il PalaFuskas, sito in Piazza della Repubblica 25 (già Piazza Emanuele Filiberto) è una ardita struttura realizzata dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas tra gli anni 1998 e il 2011 per sostituire il precedente Mercato Coperto dell’Abbigliamento di Porta Palazzo.

Allo spettatore che ammira l’ampiezza e la grandiosità della Piazza, rivolto in direzione Nord, ovvero verso il Corso Giulio Cesare, la costruzione risulta posizionata sulla sinistra, simmetricamente alla storica struttura che i Torinesi chiamano la “Tettoia dell’Orologio”.

Il nuovo edificio è oggi sede del “Centro Palatino”, inaugurato il 25 marzo 2011, struttura commerciale che ospita alcune decine di attività di ristorazione e bottege, collocate tra il piano terra e il primo livello della struttura, collegati da ascensori e scale mobili.

La costruzione si sviluppa anche su due piani interrati (uno destinato a Parcheggio per circa 100 veicoli, e l’altro accoglie le Centrali tecniche). Al piano terra, nella parte centrale dell’edificio, è stato creato un arioso spazio, una sorta di piazza semi interrata, per dar risalto alle sottostanti cupole delle antiche Ghiacciaie in muratura recentemente scoperte, realizzate tra il ‘700 e l’ ‘800, in un’area delimitata da una balaustra. Di qui è possibile scendere ad un piano inferiore, che si sviluppa attorno alle cupole, e da questo, scendendo ancora ulteriormente, è possibile accedere all’interno di due Ghiacciaie.

I locali commerciali del primo piano si sviluppano lungo il perimetro dell’edificio, attorno ad un percorso anulare, su un ballatoio che si affaccia sulle sottostanti Antiche Ghiacciaie. I piani superiori sono collegati da un sistema di rampe che attraversano il vuoto centrale.

La copertura superiore fa penetrare la luce attraverso piani vetrati verticali e orizzontali. La facciata esterna è costituita da strati sovrapposti di vetro, sostenuti da coppie di montanti in acciaio.
Dal punto di vista energetico e impiantistico, un sistema geotermico a ciclo aperto consente una elevata efficienza dei costi di illuminazione, riscaldamento e refrigerazione degli ambienti.

Foto a Sx: render dell’edificio di Massimiliano e Doriana Fuksas, Rivista di Architettura. Foto a Dx: uno scorcio del Mercato coperto degli animali vivi, Porta Palazzo, Anni Settanta, Foto Fondo “Mè Piemont” di Beppe Lachello

I lavori di edificazione terminarono nel 2005. La destinazione degli spazi ad attività commerciali, per i quali l’edificio venne concepito, non fu però immediata, a causa degli elevati canoni di locazione. Qualcuno pensò allora di destinare la struttura a un Museo del Cioccolato, ma il progetto non si realizzò. Furono dapprima ospitate alcune Mostre (tra il 2005 e il 2006 fu accolta una sezione di “Torino Triennale Tremusei”  e più tardi, nel 2008, venne ospitata la Rassegna “Torino Geodesign“). Dopo ulteriori interventi di adattamento interno, nel 2011 l’edificio finalmente trovò l’attuale destinazione commerciale e soprattutto di ristorazione, nel rispetto e nella valorizzazione congiunta della unicità e della valenza storica dei cimeli conservati al suo interno: le Antiche Ghiacciaie di Porta Palatina.

Retaggio e testimonianza storica di un tempo passato, le Ghiacciaie di Porta Palazzo – il Mercato più esteso di Torino e certamente uno dei più vasti d’Europa – si trovano, come già s’è detto, nel cuore del PalaFuskas.

Sono nate tra il 700 e l’800, quando il ghiaccio era l’unico espediente conosciuto (oltre al sale) per la conservazione degli alimenti. Per poter conservare abbastanza a lungo i prodotti alimentari deperibili era indispensabile disporre di ambienti abbastanza grandi, freschi e sani, atti a garantire una abbondante scorta di provviste alla città anche in caso di assedio o di carestia. Ma le Ghiacciaie potevano anche fungere da semplici Magazzini generali per i venditori ambulanti della città, i quali potevano accedervi ogni giorno per rifornire i loro banchi e depositare le loro scorte di merci alimentari.

Tre immagini delle Antiche Ghiacciaie di Porta Palazzo (Sergio Donna Photographer)

Ciò che stupisce è la casualità con la quale queste Ghiacciaie sono state scoperte, proprio al momento in cui si è pensato di ricostruire, fin dalle fontamenta, l’antico e ormai irrazionale Mercato Coperto dell’Abbigliamento di Porta Palazzo, e come le Antiche Ghiacciaie, mentre in superficie Torino cambiava il proprio aspetto esteriore, siano rimaste sostanzialmente inalterate nel tempo, testimoni del nostro passato e della nostra Storia.

Quelle di Porta Palazzo non sono tuttavia le uniche Ghiacciaie, retaggio della Storia antica della città.  Ce ne sono altre in Piazza Emanuele Filiberto. Occorre qui fare un po’ di chiarezza sui nomi delle piazze, onde evitare confusioni. Piazza Emanuele Filiberto è una piazzetta limitrofa alla grande Piazza del Mercato di Porta Palazzo. La “grande piazza” dal 1946 venne chiamata Piazza della Repubblica, ma – fino alla caduta della monarchia – sulle mappe figurava come Piazza Emanuele Filiberto (e così ancora la chiama, per abitudine, qualcuno tra i torinesi più anziani). L’attuale Piazza Emanuele Filiberto, si trova invece sull’asse di Via Giulio: uno spazio oggi frequentatissimo dalla movida torinese che gravita sul Quadrilatero Romano, ma che in passato era denominato Largo Carlo Ignazio Giulio, e prima ancora (e non a caso) Contrada delle Ghiacciaie.

Orbene, sotto la “nuova” Piazza Emanuele Filiberto, oltre al Parcheggio ipogeo, si trovano le vestigia, abbastanza ben conservate, di altre Ghiacciaie pubbliche, utilizzate in passato per la conservazione delle merci dagli ambulanti di Porta Palazzo.
Con accesso dai numeri civici 13 e 15 della piazza, è possibile ancor oggi scendere a ben quattro piani interrati attraverso rampe elicoidali. Queste Ghiacciaie erano già menzionate in una mappa della città risalente al 1753, ma è probabile che siano addirittura più antiche, poiché, in un’altra mappa secentesca relativa alla fortificazione dei bastioni della città, quello che si erigeva in corrispondenza dell’odierna Piazza Emanuele Filiberto veniva chiamato per l’appunto “Bastione delle ghiacciaie”.

Ghiacciaie di piazza Emanuele Filiberto. Fotografia L&M, 2011

È probabile che in passato il ghiaccio venisse prodotto nel vicino quartiere di Borgo Dora (tra l’attuale Corso Regina Margherita e il Santuario della Consolata) o comunque in un’area non lontana da Porta Palazzo da artigiani specializzati in questa specifica attività, raccogliendo – attraverso un adeguato sistema di bealere – l’acqua derivata dalla Dora in depressioni naturali e artificiali sotterranee. Il ghiaccio, compattato in forme di prismi rettangolari, adeguatamente ricoperti con sacchi di juta, veniva poi trasportato su carretti (tamagnon) nelle Ghiacciaie di Porta Palazzo.
Non è un caso se ancor oggi, nella toponomastica torinese, sopravvive la Strada delle Ghiacciaie che collega Lungo Dora Liguria con Corso Svizzera.

Queste Ghiacciaie sono state utilizzate come deposito delle merci degli ambulanti fino a fine Ottocento. Quando vennero effettuati lavori d’intervento urbanistico sul tratto della vicina Via Sant’Agostino, le Antiche Ghiacciaie, ormai fatiscenti, furono abbandonate. Nuovi locali con celle più adeguate furono realizzate con accesso dalla adiacente Via delle Orfane, con ingresso al civico 32, aperte su vasti corridoi rettilinei interrati per quattro piani, sotto i cortili delle case della piazza ai numeri 10 e 12 e che raggiungono la profondità di m 14,50 dal piano stradale. Nel 1952 furono costruiti altri due piani per ampliarne lo spazio utile.

Un patrimonio storico e culturale quello delle antiche Ghiacciaie davvero prezioso e interessante.

(Sergio Donna)

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, Sergio Donna è Presidente dell’Associazione di volontariato culturale Monginevro Cultura. È autore di romanzi, saggi e poesie, in Lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio ha pubblicato le monografie “Torèt, le fontanelle verdi di Torino”, “Portoni di Palazzi torinesi”, “Chiese, Campanili & Campane di Torino”, “Giardini di Torino”, “Fontane di Torino”, “Statue di Torino”, “Ponti di Torino" e "Caffè e Locali storici di Torino”. Tra le sue raccolte poetiche, ricordiamo “Lines”, “Laeta Carmina”, “Sonetti”, "Metrica | mente" e “Kairos” (in Lingua Italiana), e “Cerea” e “Tóira e ritória” (in Lingua piemontese). Al suo attivo, anche una raccolta bilingue (italiano e piemontese) in quattro volumi di 400 poesie brevi di stile giapponese, dal titolo "Ciameje nen haiku | Non chiamateli haiku”. Ha scritto inoltre i romanzi “Il trionfo della bandiera” e “Lo scudetto revocato”. Come giornalista, ha collaborato diversi anni con il quotidiano on line “Piemonte Top News” e con la rivista “Torino Storia”. Attualmente scrive per il quotidiano on line “Storie Piemontesi”, per i mensili “Vagienna” e “Piemontèis Ancheuj” e per il periodico “Savej”. È fondatore dei Premi Letterari Internazionali “Lampi di Poesia | Slussi ’d Poesìa”, “Jucunde docet” e “Poesia Granata”, per poesie e racconti in Lingua italiana e Lingua piemontese. È anche Autore di testi di canzoni in piemontese, musicate da noti chansonnier del territorio, ed è docente di Lingua e Letteratura Piemontese all’Unitre di Torino e di altre Sedi decentrate. Per Monginevro Cultura, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali dell’ “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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