Forse non è stato un caso che i Fratelli Ceirano, pionieri dell’automobile, fossero figli di un orologiaio di Cuneo. E’ dal loro padre, evidentemente, che dovevano avere ereditato geneticamente quella loro meticolosa passione per la meccanica. I Ceirano erano quattro: Giovanni Battista, nato nel 1860 e morto nel 1912; Giovanni, (1865 | 1948); Matteo, considerato il fantasista della famiglia, di cinque anni più giovane (1870 | 1941); ed Ernesto (1873 | 1953), l’ultimogenito.
Uno dopo l’altro, furono contagiati dalla stessa passione: quella per l’automobile. In quell’epoca, “automobile” era ancora un sostantivo di genere maschile. Fu Gabriele D’Annuzio, qualche anno più tardi, a diffonderne l’uso al femminile.
Animati dalla comune passione per i motori, e da un fervente spirito di imprenditorialità, lasciarono presto Cuneo per trasferirsi a Torino, città che si sarebbe di lì a poco affermata, anche per merito loro, come capitale italiana dell’automobile.
opera di Benvenuto Ferrero,
Cortile del Municipio della Città di Cuneo
Tra il 1895 e il 1919 crearono nel capoluogo subalpino una dozzina di fabbriche di automobili, più o meno la metà di quelle esistenti all’epoca nel capoluogo sabaudo. Questi i marchi automobilistici creati dai fratelli Ceirano, a volte in coppia, sovente singolarmente e spesso in forte concorrenza tra di loro: Ceirano G. & C. (brevetto Rapid, 1895), Welleyes (Giovanni Battista Ceirano 1898), F.lli Ceirano (Giovanni Battista e Matteo, 1901) , F.lli Ceirano Star (Automobili Rapid, 1903), Matteo Ceirano & C. (1903), Ceirano Junior & C. (Giovanni Ceirano, 1904), Itala Fabbrica Automobili Società Anonima (1904), Ceirano-Ansaldi, (1905), SCAT (Società Ceirano Automobili Torino, 1906), SPA (Società Piemontese Automobili, 1906), S.A. Giovanni Ceirano Fabbrica Automobili (Giovanni ed Ernesto Ceirano, 1919).
Undici marchi, undici aziende nate a Torino per iniziativa di uno o dell’altro dei Fratelli Ceirano, ma come già si è detto, non sempre di comune accordo, e più spesso in acerrima competizione tra loro. Giovanni Battista, il più anziano dei quattro fratelli, già nel 1898 firmò la Welleyes, che può essere considerata la prima automobile italiana in assoluto.
Nel 1903, Matteo, il terzogenito, fondò a sua volta una sua azienda individuale, la Matteo Ceirano & C., da cui sarebbe nata, nel 1904, l’Itala: a questa ditta, il cui marchio – rimasto dormiente per molti decenni – sarà rilanciato a partire dal 2026 dal Gruppo Dr. Alla storia della Itala, e all’operazione di mercato che dovrebbe riportare in auge il relativo marchio, abbiamo recentemente dedicato un articolo su questo stesso quotidiano on line. Chi volesse rileggerlo, può cliccare qui.
Ricordiamo solo che nel 1907 una Itala 35/45 HP del principe Scipione Borghese, con Ettore Guizzardi alla guida, era riuscita ad aggiudicarsi il Raid Pechino-Parigi: il tragitto di 16.000 Km. venne percorso in 44 giorni, con vantaggio di ben 20 giorni sugli equipaggi inseguitori.
Foto a sinistra: Ex Stabilimento Scat di Piazza Rivoli, Torino. Foto a destra: l’Itala del Principe Scipione Borghese all’arrivo del Raid Pechino-Parigi (1907)
Quella mitica vettura è conservata al Museo dell’Automobile di Torino. È stata restaurata nel 1987. Nel 2007, per commemorare il centenario della storica impresa, un apposito equipaggio, con abiti e attrezzature d’epoca, ha ricondotto con successo questa stessa vettura sulle strade già percorse gloriosamente un secolo prima.
Matteo Ceirano, però, già nel 1905 aveva deciso di lasciare la Itala per dare vita alla Ceirano-Ansaldi che, nel 1906, sarebbe diventata la SPA.
L’apporto dei Ceirano alla nascita dell’industria automobilistica torinese fu determinante. La stessa Fiat ebbe origine dalla Welleyes di Giovanni Battista Ceirano, il cui primo prototipo di vetturetta era piaciuto a tal punto ad Agnelli e soci da far loro rilevare in blocco la Ditta Ceirano, dipendenti compresi, per la somma di 30.000 Lire.

