LINGUA PIEMONTESE

Teste piemontesi: un campionario di arguti modi di dire della Lingua subalpina dedicati alla… capoccia

Sono decine, e tutte colorite e argute, le frasi idiomatiche piemontesi dedicate alla testa

I proverbi e i modi di dire in Lingua piemontese in tema di ‘teste’ (intese come contenitori del cervello e della mente umana) sono davvero variegati e numerosi.
Uno tra i più diffusi è sicuramente questo: “Tante teste, tante idèje” (Tante teste, tante idee), per dire che ognuno ha diritto di avere (ed esprimere, in un contesto di democrazia) la propria opinione su un qualsivoglia argomento (sia pure in netta contraddizione con quella prevalente).
Altre espressioni in tema di “testa” sono le seguenti:
“Avèj la testa sël còl” (aver la testa sul collo, ovvero essere equilibrati, razionali), “buté la testa a partì” (mettere la testa a posto, rinsavirsi), “campesse a testa prima” (buttarsi a capofitto).
Ma anche: “esse na testa càuda” (essere una testa calda, ovvero essere ribelli, irrequieti, indomabili) o anche: “esse na testa d’euv” (essere una testa d’uovo, cioè essere dei gran teorici, ma con scarso senso pratico). E ancora: “esse na testa quadra”, ovvero essere una testa quadrata, cioè essere sì tetragoni e con precise idee in testa, ma pure scarsamente disposti al confronto e a cambiare le proprie posizioni, per puro partito preso.
In queste espressioni piemontesi, riscontriamo un marcato parallelismo o almeno una evidente simmetria con le equivalenti locuzioni italiane.
Ricordiamo ancora, in questa categoria, le “teste d’aj” (teste d’aglio), quelle “ëd còj” (ma attenzione: testa di cavolo, in italiano, ha decisamente il sapore dell’insulto), le “teste ëd salada” in generale e quelle “ëd manigòt” in particolare (il ‘manigotto’ è una varietà di lattuga tipica del Piemonte).
Equivalenze con la lingua nazionale sono pure evidenti nelle espressioni:
“testa ‘d bòsch” (per dire: testa di legno, ovvero testa dura, di chi è ottuso e poco incline all’apprendimento), che diventa una locazione più marcata e incisiva nella variante “testa ‘d rol” (il rovere, o quercia è una varietà arborea particolarmente coriacea e resistente). E ancora: “testa veuida” (testa vuota) e “testa d’aso” o “testa ‘d borich” (testa di somaro).


Ma ce ne sono alcune davvero originali e esclusive, peculiari dell’idioma subalpino.
“Testa d’articiòch” (testa di carciofo), ad esempio, è un insulto caustico, pungente, tipicamente piemontese. Il carciofo, tra l’altro, non è presente nei piatti ‘tipici’ del territorio (è apparso alquanto di recente nelle cucine piemontesi), eppure è intrato in una locuzione verbale molto popolare. Probabilmente perchè si trattava di un vegetale esotico, spinoso, da maneggiare con cura e diffidenza, per evitare escoriazioni. Un insulto pungente, anche se non volgare, e per questo ben più efficace di certe espressioni popolari della lingua italiana.
Un’altra espressione tipica piemontese, in tema di “teste”, è pure la seguente: “testa anvisca”.
Una “testa anvisca” è sicuramente quella che si addice a una mente luminosa, creativa, o forse ancor più a una testa càuda (una ‘testa calda’, suscettibile, pronta cioè a prendere prontamente fuoco, come la paglia). Ma non solo: “na testa anvisca” è anche l’espressione usata (quasi gergale, in codice) per indicare una una capigliatura dai toni accesi, rossiccia, come quella di Sinner, per intenderci.
Fascino, eleganza, arguzia ed efficacia della Lingua subalpina.

Sergio Donna

Avviso ai Lettori:

Articoli come questo, dedicati ai modi di dire e alle espressioni tipiche della Lingua piemontese, i Lettori di Storie Piemontesi li potranno trovare nel libro di Sergio Donna “Parlé piemontèis – Parlare piemontese” | Detti, Motti, Modi di dire e curiosità della Lingua subalpina, Ël Torèt | Monginevro Cultura. Chi fosse interessato al volume, può scrivere a: segreteria@monginevrocultura.net oppure chiamare questo numero: 011-0437207

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, Sergio Donna è Presidente dell’Associazione di volontariato culturale Monginevro Cultura. È autore di romanzi, saggi e poesie, in Lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio ha pubblicato le monografie “Torèt, le fontanelle verdi di Torino”, “Portoni di Palazzi torinesi”, “Chiese, Campanili & Campane di Torino”, “Giardini di Torino”, “Fontane di Torino”, “Statue di Torino”, “Ponti di Torino" e "Caffè e Locali storici di Torino”. Tra le sue raccolte poetiche, ricordiamo “Lines”, “Laeta Carmina”, “Sonetti”, "Metrica | mente" e “Kairos” (in Lingua Italiana), e “Cerea” e “Tóira e ritória” (in Lingua piemontese). Al suo attivo, anche una raccolta bilingue (italiano e piemontese) in quattro volumi di 400 poesie brevi di stile giapponese, dal titolo "Ciameje nen haiku | Non chiamateli haiku”. Ha scritto inoltre i romanzi “Il trionfo della bandiera” e “Lo scudetto revocato”. Come giornalista, ha collaborato diversi anni con il quotidiano on line “Piemonte Top News” e con la rivista “Torino Storia”. Attualmente scrive per il quotidiano on line “Storie Piemontesi”, per i mensili “Vagienna” e “Piemontèis Ancheuj” e per il periodico “Savej”. È fondatore dei Premi Letterari Internazionali “Lampi di Poesia | Slussi ’d Poesìa”, “Jucunde docet” e “Poesia Granata”, per poesie e racconti in Lingua italiana e Lingua piemontese. È anche Autore di testi di canzoni in piemontese, musicate da noti chansonnier del territorio, ed è docente di Lingua e Letteratura Piemontese all’Unitre di Torino e di altre Sedi decentrate. Per Monginevro Cultura, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali dell’ “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio