VOGOGNA. Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, dove le pietre parlano e i vicoli raccontano storie di secoli lontani. Vogogna, piccolo borgo di circa 1.750 anime adagiato nella Bassa Ossola, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è uno di questi. Incastonato tra le montagne che fanno da corona alla valle del Toce, con il Parco Nazionale della Val Grande — la più vasta area wilderness d’Italia — che ne abbraccia parte del territorio, questo centro medievale è oggi annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Dalle origini celtiche alla gloria medievale
Le origini del nome del borgo sembrano risalire all’epoca dei Galli Agoni, popolo che qui risiedeva prima dell’arrivo dei soldati dell’impero romano: il nome sarebbe quindi attribuibile a Vallis Agonum, ovvero il Villaggio degli Agoni. Il 1328 fu un anno molto importante per Vogogna: venne scelta come capitale politica e amministrativa della Giurisdizione dell’Ossola Inferiore, dopo che il vicino borgo di Pietrasanta venne distrutto da un’alluvione. Da quel momento, il borgo assunse un ruolo strategico fondamentale: controllava l’ingresso nella Val d’Ossola e, di conseguenza, le vie di comunicazione tra la Svizzera e la Pianura Padana.
Nel suo ruolo di avamposto a difesa del Ducato di Milano e a controllo dei traffici commerciali, il castello fu principalmente sede militare. Nel Medioevo, alla sua epoca di massimo splendore, Vogogna fu un importante centro fortificato. La decadenza del borgo ebbe inizio sotto la dominazione spagnola prima e austriaca dopo; con l’avvento di Casa Savoia divenne semplice comune, che ancora oggi conserva intatto il fascino di antico centro medievale.
Il Castello Visconteo: il cuore pulsante del borgo
È senza dubbio uno dei simboli più importanti e conosciuti della Val d’Ossola: il Castello Visconteo sorge nell’antico borgo medievale di Vogogna e rappresenta un vero gioiello giunto a noi in perfette condizioni da un passato lontano. Il castello sorge a settentrione del borgo, addossato alla montagna; insieme alle mura che cingevano l’abitato e alla rocca superiore formava una struttura difensiva a controllo della valle e della viabilità verso i laghi e i passi alpini.
Committente della fortificazione fu, nel 1348, Giovanni Visconti, che diede ordine di accorpare al nucleo originario altre costruzioni quali il Palazzo Pretorio e la Rocca. La struttura architettonica del Castello è semplice, a pianta irregolare, giunta a noi con la testimonianza delle diverse fasi costruttive, adattate anche alla particolare morfologia del terreno. Nel 1400 venne completato con la torre semicircolare, adibita poi a prigione, alta quasi 20 metri e divisa in 4 piani.
Nel piano terra della fortificazione è custodito il gioiello archeologico dell’Ossola, la testa celtica di Dresio, del III-II a.C. I visitatori trovano quindi sale di ambientazione medievale, l’esposizione “Con l’acqua, con il ferro e col fuoco” relativa a macchine e armi progettate da Leonardo da Vinci, nonché una sezione di tema scientifico-ambientale sul ritorno del lupo sulle Alpi, curata dal Parco Nazionale Val Grande che ha la propria sede in paese.
Il Palazzo Pretorio e gli altri edifici storici
Scendendo dal castello verso il cuore del borgo, ci si imbatte in uno degli esempi più eleganti di architettura gotico-lombarda della zona. Il Palazzo Pretorio (1348), broletto di tipo lombardo, sorge nel cuore del centro: sostenuto da archi a sesto acuto che poggiano su tozze colonne, l’edificio ospitava al piano superiore i locali adibiti all’amministrazione territoriale e alla Giustizia, mentre il suo porticato era destinato a ospitare il mercato settimanale del venerdì, privilegio concesso in un primo tempo dai Visconti e successivamente confermato dagli Sforza e dai Borromeo.
Ulteriore baluardo del borgo e della vallata fu la Rocca, edificata nelle forme attuali sempre da Giovanni Visconti intorno alla metà del XIV secolo. La fortezza sorge sulla sommità di uno sperone roccioso dominante la vallata del Toce, a 350 metri di quota. Andò parzialmente distrutta nel 1514 durante l’assedio di Vogogna da parte delle truppe svizzero-domesi e non fu mai più ristrutturata; penetrando all’interno delle sue rovine ci si trova su di uno dei più suggestivi balconi panoramici dell’Ossola.
Tra gli edifici civili spiccano Villa Biraghi Lossetti, oggi sede del Parco Nazionale della Val Grande, e Casa Marchesa, probabilmente ricavata da un rafforzamento della cinta muraria. Poco fuori dal centro storico, si trova l’Oratorio di San Pietro, di origine forse longobarda, che conserva affreschi quattrocenteschi di grande pregio e, nel cortile, una copia del mascherone celtico da cui sgorga acqua sorgiva.
Come arrivare e informazioni utili
Vogogna si raggiunge comodamente in automobile percorrendo la SS33 del Sempione, uscendo a Piedimulera o a Ornavasso, oppure in treno sulla linea Milano–Domodossola con fermata a Vogogna-Ornavasso. Il biglietto d’ingresso al Castello è di 5 euro intero e 4 euro ridotto per minori di 10 anni, gruppi, militari, soci del Touring Club e del FAI; 3 euro per i gruppi scolastici. Residenti e possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta entrano gratuitamente.
Per informazioni e prenotazioni al Castello Visconteo (dalle 10.00 alle 18.00) tel. 0324.347217 – 351.7578688 – e-mail: castellodivogogna@gmail.com – sito web: www.castellodivogogna.it. Per informazioni sul Comune: Via Nazionale n. 150, 28805 Vogogna (VB) – tel. 0324 87200.
Piero Abrate

