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L’improvvisa scomparsa della prof. Adriana Crolla, accademica argentina di Santa Fe, studiosa dell’emigrazione piemontese

Il progetto di raccogliere in un’Antologia trilingue (castigliano, italiano e piemontese) una selezione di poesie di Carlos Carlino, poeta nato in Argentina da una famiglia originaria di Moncrivello, sarà portato a compimento dagli studiosi Sergio Donna e Gian Carlo Libert. Parallelamente sarà approfondita anche la storia di un’altra famiglia moncrivellese emigrata in Pampa Gringa, quella dei Greppi.

Il 14 Luglio 2026 è mancata la professoressa Adriana Crolla, argentina di origini piemontesi, docente di Letteratura italiana e francese, docente dell’Universidad Nacional del Litoral di Santa Fe, esimia studiosa della storia dell’emigrazione italiana in Argentina, conosciutissima anche in Italia per i suoi frequenti viaggi di approfondimento e per le conferenze tenute in Atenei, Centri Culturali e al Museo dell’Emigrazione Piemontese di Frossasco.

Ho avuto occasione di conoscerla personalmente a Santa Fé il 13 Novembre 2022 durante la prima tournée in Argentina dei Danseur dël Pilon di Piemonte Cultura, in veste di presentatore delle loro esibizioni di danze popolari e tradizionali del Piemonte e di studioso della Lingua piemontese d’oggi giorno nella Pampa Gringa.

Rivivo, nel rileggere i miei appunti di viaggio raccolti nell’instant book “Dalle radici alle fronde” che scrissi subito dopo il mio ritorno a Torino, quella sensazione di cordialità, accoglienza e di profonda cultura che la Crolla istintivamente mi trasmise, sempre con estrema modestia e cordialità, durante quell’incontro in Argentina:

Mi spiegò“che tra fine Ottocento e inizio Novecento, a chi sposava  una donna piemontese veniva concessa un’estensione doppia di terra da coltivare. Un  segno di stima e riconoscimento per le indiscusse qualità morali delle donne piemontesi, e  per la loro proverbiale capacità di amministrare l’economia domestica. Originariamente la  terra veniva concessa ai coloni gratuitamente per un anno. Poi la si riscattava con un  pagamento rateale, in un certo arco di tempo. Nei terreni assegnati, al momento della  concessione dell’appezzamento, veniva piantata una palma su uno dei confini. Al termine del pagamento rateale, riscattata la terra, veniva piantata una seconda palma sul confine opposto della proprietà”. La professoressa Crolla continuando a fornire dettagli e curiosità della storia dell’emigrazione piemontese in Argentina mi raccontò inoltre “che nel 1874 giunse a Santa Fe Edmondo De Amicis, dopo aver visitato Buenos Aires e parte della Pampa Gringa. Da questo viaggio, il grande scrittore italiano, trasse ispirazione per scrivere ‘In America’ e ‘Sull’Oceano’ (1889), ma anche il noto racconto mensile di ‘Cuore’ intitolato ‘Dagli Appennini alle Ande’, opere dedicate ai grandi disagi e alle fatiche dei viaggi degli emigranti italiani verso l’Argentina, ma anche al loro grande coraggio, al loro tenace spirito di adattamento e di intraprendenza”.  

La prof.ssa Adriana Crolla con il Presidente dell’Associazione Piemontesi nel mondo, Michele Colombino

Dialogare con lei è stato davvero arricchente, istruttivo, e da allora abbiamo conservato e consolidato amicizia e reciproca stima. Proprio nello scorso mese di maggio, in occasione del suo recente viaggio in Italia, e in particolare della conferenza tenuta nel Castello di Moncrivello (Vercelli) qualche giorno prima del suo ritorno a Santa Fe, ci si era scambiati una serie di messaggi vocali, che ancora conservo sul cellulare. Risentire la sua voce registrata pochi giorni prima della sua prematura scomparsa è stato molto più che emozionante: è stato struggente e lacerante.

Foto ritratto di Carlos Carlino

La sua idea, ampiamente espressa durante la conferenza di Moncrivello, alla presenza di un altro appassionato scrittore e studioso dei flussi migratori Piemonte-Argentina, Gian Carlo Libert, era quella di pubblicare una raccolta trilingue (castigliano, italiano e piemontese) delle liriche del poeta Carlos Carlino, nato da una famiglia originaria di Moncrivello emigrata in Argentina sul finire dell’Ottocento (più precisamente sbarcò a Buenos Aires dal piroscafo Sirio il 3 Novembre 1898). Si stabilì nella zona tra Gaboto e Maciel, a Sud di Santa Fé. Mentre la sua famiglia avrebbe dato l’abbrivio e impulso alla locale attività agricola, Carlos sarebbe diventato un noto commediografo e poeta.

Nelle intenzioni di Adriana Crolla, il mio contributo sarebbe stato quello di riversare in piemontese le liriche di Carlino, incarico che ho assunto con piacere ed onore, non solo come cultore di Lingua piemontese, ma anche per un senso diciamo così, “patriottico”, in quanto mia mamma, Francesca Follis, scomparsa nel 2025 a poco meno di 100 anni, era una Moncrivellese doc, e da Moncrivello – negli Anni Trenta del Novecento – sono partiti alcuni zii e parenti di mia madre, tra cui barba Luis Greppi e magna Lidia Greppi. Greppi era il cognome di mia nonna Giovanna, detta Nin-a, sposata Follis. Quella della famiglia Greppi, e in particolare di Luis (che per un certo periodo si trasferì in Venezuela, per poi tornare nella “sua” Argentina), di Lidia e dei loro discendenti è stata un’altra storia affascinante: in Argentina hanno ottenuto stima, riconoscenza e ammirazione per l’impegno profuso, non solo dal punto di vista umano e sociale, ma anche da quello imprenditoriale e per aver creato importanti impianti sportivi, tanto che almeno ad uno dei Greppi è stata concessa l’intitolazione di strade e di stadi.

Adriana Crolla, nel corso dei recenti contatti, mi ha spronato a raccogliere notizie e fotografie sulla famiglia Greppi (nei dintorni di Buenos Aires vive Julián Greppi, nipote di Luis, ricercatore in agricoltura presso l’Istituto Nazionale di Tecnologia Agraria, ed esperto di botanica e ornitologo, con cui la mia famiglia è rimasta in contatto) e di pubblicarle in un libro che si sarebbe potuto presentare proprio a Moncrivello (e non solo a Moncrivello, ovviamente) congiuntamente a quello sul poeta Carlino. Ora che la Crolla non c’è più, a maggior ragione, non posso tirarmi indietro!

Luis Greppi in una foto del 1968, in Venezuela,
Foto Archivio Roberto Brunero

Parallelamente ho già mobilitato i parenti delle famiglie Greppi per raccogliere dati, notizie e immagini necessarie per poter redigere la storia di questa intraprendente famiglia, iniziata a Moncrivello un secolo fa, e portata avanti con successo in Argentina fino ai giorni nostri, dai discendenti di Luis.

(Sergio Donna)
 

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