
ARGENTINA ’26 – Cronaca giornaliera di un emozionante viaggio nel Piemonte argentino
Seconda Puntata – Morteros (Córdoba) – Mercoledì 18 Febbraio 2026
Premessa del Redattore: Intendo condividere con i cari Lettori di “Storie Piemontesi” alcuni brani tratti da “Argentina ’26”, il Diario di viaggio che ho scritto durante il mio emozionante e recente tour culturale nella Pampa Gringa, il cosiddetto Piemonte d’Argentina, dove vive una folta comunità di discendenti dei primi emigranti piemontesi, provenienti soprattutto dalle Province di Torino, Cuneo ed Asti. In questa seconda puntata riporto i miei appunti di viaggio raccolti nella tappa di Morteros, in Provincia di Córdoba.
Tornare a Morteros, cittadina della Pampa Gringa solidamente gemellata con Caselle Torinese, è per me un’occasione preziosa per riabbracciare molti amici piemontesi d’Argentina, qui conosciuti nel mio precedente viaggio del Novembre 2022, con i quali sono restato in frequente contatto con mail e messaggi, o che mi è capitato talvolta di ritrovare in Piemonte in occasione dei loro viaggi alla riscoperta delle loro lontane radici.
Tra questi, in primis, annovero i coniugi Trossero, Hernán Trossero (Presidente della FAPA) e sua moglie Erica Carioni. Il bisavolo di Hernán, Giulio Trossero, insieme alla sua famiglia, il 24 Agosto 1896 aveva lasciato Porte di Pinerolo, per avventurarsi in una terra d’Oltremare, l’Argentina, sfidando un futuro dai risvolti sconosciuti. Da Rivalta, invece, erano partiti gli antenati degli avi di Erica. Proprio a Morteros, nel 1909 venne alla luce il figlio di Giulio, ovvero il nonno di Hernán, che a sua volta generò il padre di Hernán: era il 1937. Sembra quasi una solenne genealogia biblica, ma sono migliaia le famiglie della Pampa Gringa che possono vantare alberi genealogici simili a quelli dei Trossero. Fu papà Trossero ad avviare l’impresa familiare Todo Agua, che opera nel campo della perforazione e manutenzione di pozzi artesiani. A condurre l’impresa di famiglia è ora Hernán, affiancato dai due figli. Dopo ben cinque generazioni, in Casa Trossero risuona ancora con disinvoltura la lingua dei loro antenati: il piemontese. Ho avuto l’onore di essere ospitato in casa loro, di pranzare alla loro mensa, di intrattenermi coi Trossero a chiacchierare a lungo e piacevolmente, nonché di pernottare nella confortevole stanza solitamente occupata dalla loro figlia (camera lasciata per l’occasione ad esclusiva disposizione mia e di mio fratello Bruno): mi hanno davvero dimostrato un grande spirito di generosità e di accoglienza che mi ha profondamente commosso.



Altre persone care mi sono Yanina Bonansea, che tanto si è attivata per accogliere Ij Danseur dël Pilon nella sua città con il massimo calore, e che con il suo fluente italiano ci ha fatti sentire ancora più a nostro agio, come se fossimo a nostra casa; Silvia Lamberti, poetessa e appassionata praticante dell’ippoterapia; Padre Gabriel Camusso, simpatico sacerdote dalla battuta sempre pronta, con radici piemontesi, di Cumiana, che a distanza, in videochiamata, ha impartito la benedizione a mia moglie, rimasta a Torino, infondendole serenità e coraggio; Bettina Bolatti e suo marito René Rivarosa, che furono i miei anfitrioni nel 2022; la mamma di Hernàn Bovo, ex giocatore granata… e tante altre persone ancora, che qui non sto ad elencare, ma che occupano uno spazio importante nel mio cuore.
Il palcoscenico di Morteros è stato condiviso tra “Ij Danseur” e le “Donne Musicali” della provincia di San Luis: con decreto del Comune, sottoscritto da Sebastián Demarchi, Sindaco della Città, e dal suo Vice Daniel Antono, i due gruppi di danze, entrambi gemellati nell’intento comune di promuovere lo scambio culturale tra Piemonte subalpino e Piemonte argentino attraverso le danze tradizionali e le canzoni popolari piemontesi, sono stati insigniti della qualifica di Ospiti d’Onore.
Spettacolare è stata pure la performance dei giovani bailarines acrobatici e percussori di tamburi cilindrici della locale Accademia “El Ojo Producciones” (guidati da Matias Toloza ed Eugenia Rossi): il loro il ritmico rullio ha coinvolto il pubblico presente, coinvolgendolo in un cadenzato, spontaneo e prolungato applauso. Una prestazione talmente coinvolgente che persino i nostri Danseur si sono voluti cimentare (peraltro con una certa efficacia, devo dire) nella giocosa esperienza di far vibrare ritmicamente i tamburi del vivace gruppo locale che sono stati loro prestati per l’occasione. Per contraccambiare il favore, i simpatici tamburini argentini, su proposta del nostro Berto, si sono cimentati nella percussione dei nostrani tascon, dimostrandosi degli esecutori impeccabili. Una sinergia spontanea e reciproca, da cui è scaturito un promettente gemellaggio tra Ij Danseur dël Pilon e il Gruppo El Ojo, formalizzato con un verbale sottoscritto reciprocamente, con l’impegno di mantenere un rapporto regolare e aperto, di scambiare esperienze e conoscenze nel campo della danza, e di collaborare nell’organizzazione di eventi e attività congiunte, nonostante le distanze.
Il repertorio delle Donne Musicali argentine è stato molto apprezzato, oltre che dal pubblico, anche dai Danseur, soprattutto nella piacevole e divertente teatralizzazione del notissimo brano popolare La Mia mama a veul ch’i fila. Dal canto loro, i Danseur si sono esibiti – oltre che con il trionfale Titao d’inizio – con trascinanti Corente e Monferrine, e con una Tresso finale, che ha letteralmente rapito ed entusiasmato il folto pubblico intervenuto a Teatro.
Dopo lo spettacolo, la sontuosa cena di rito. Poi, finalmente, alla spicciolata, trasportati in auto dai nostri anfitrioni, raggiungiamo le abitazioni in cui siamo ospitati e ci addormentiamo come sassi.
Sergio Donna
Nota: Chi volesse leggere l’articolo precedente (Prima Puntata), clicchi qui.

N.d.R.: Seguirà su questo quotidiano on line la pubblicazione di un terzo brano tratto dal Diario di viaggio “Argentina ’26” | Cronaca di un emozionante viaggio nel Piemonte argentino”
Nota: Il Diario di viaggio “Argentina ’26” | Cronaca di un emozionante viaggio nel Piemonte argentino” , di Sergio Donna, è prenotabile scrivendo a: segreteria@monginevrocultura.net | 011.0437207



