
La scomparsa di Marina Flecchia, animatrice dell’attività culturale della Val Pellice
TORRE PELLICE. Apprendiamo con profonda tristezza la notizia della scomparsa di Marina Flecchia, presidente, anima e cuore dell’Associazione Culturale Myosotis di Torre Pellice, e curatrice di prestigiosi Premi Letterari, come il Concorso Letterario Internazionale Rorà o il Premio Letterario Penna d’oro.
Innamorata della Cultura, autentica intellettuale, era dotata di spiccata capacità organizzativa, verve, ed entusiasmo, alimentato da una forte passione per le Belle Arti, la Letteratura e la Poesia in particolare. Efficace nell’operato, in lei era innata cordialità e simpatia, con cui sapeva coordinare i Giurati, le Autorità e gli Ospiti nelle cerimonie di Premiazione dei Concorsi da lei ideati, e accogliere gli Autori e gli Amici. Non meno evidente erano la sua semplicità, la spontaneità e l’umiltà dei suoi rapporti con la gente, mettendo sempre tutti a loro agio, e favorendo gli scambi di conoscenze e di opinione. Piacevoli e indimenticabili erano poi i momenti gioiosi e conviviali con lei trascorsi insieme, unitamente ai poeti e altri intellettuali.
Ci mancherà Marina Flecchia e la ricorderemo sempre con nostalgia.

Marina Flecchia (al centro) al tavolo della Giuria, in una cerimonia di Premiazione.
Qui sotto è riportata la raffinata e delicata poesia con cui partecipò all’edizione 2020 del Concorso Letterario Lampi di Poesia | Slussi ‘d Poesìa, uno degli storici Concorsi di Monginevro Cultura: una vera chicca che conferma la nobiltà e la tenerezza del suo cuore, ma anche l’agilità e l’originalità della sua penna.
CANZONE D’AMORE | Marina Flecchia (Torre Pellice, To)
Tedioso l’amor mi sfiora,
oimè lassa, vedrò mai il dì che,
pur quant’io vorrei,
ad una ad una muover le stelle
et ’n picciol vetro
chiuder tutte l’acque
’n cielo et ’n terra.
’N così lunga guerra
tutta mi struggo
al dolce foco
del mio cor piangente.
Et il mio cor
pare lontano et lasso,
et qual via o contrada o villa pranda,
de fuggir se tiene voglia.
Oh, dolce soffrir,
per amor et affanno.
Qual cosa vegna, non son degna
de desiderar paradiso et requia.
Ciao Marina, il vento ti spinga lieve nelle altitudini del cielo.
Sergio Donna



