BIBLIOTECAPRIMO PIANO

Nell’originale libro del professor Pietro Quaglino tanti incroci di vite vissute, tra vie e corsi torinesi

Recentemente, ho avuto il piacere di intervistare, in radio, durante il mio programma del lunedì sera, una personalità di spicco del mondo della medicina torinese. Si tratta del professor Pietro Quaglino, direttore della Clinica Dermatologica San Lazzaro e professore di Dermatologia dell’Università degli Studi di Torino, nonché membro del direttivo dell’Accademia di Medicina.

In più occasioni, in trasmissione, si sono approfonditi temi riguardanti patologie legate alla pelle; questa volta la nostra conversazione si è tinta di un colore diverso, perché ad intervenire non è stato il medico, ma Pietro Quaglino, lo scrittore. Il suo spirito di osservazione, il suo gusto per la storia e la notevole capacità immaginativa lo hanno condotto su un sentiero inesplorato: quello della scrittura, appunto.

Sono state proprio le strade della sua città (è il caso di dirlo) a mostrargli la via da percorrere; sì, perché ha fatto incontrare quei personaggi storici, appartenuti ad epoche diverse, ai quali sono state intitolate le due vie di un incrocio.

L’opera prima del nostro autore è una raccolta di racconti; si intitola: “Incroci di strade-Incroci di storie” (edito da Giuseppe Laterza). Ogni incrocio non è soltanto un riferimento sulla mappa cittadina; diventa un punto di incontro tra esperienze, culture, racconti di vita vissuta e destini che si fondono. Il libro conta la presenza di dieci racconti anacronistici e fantastici, che dimostrano come le vie di una città possano diventare teatro di narrazioni connesse tra loro, dando origine ad un abbraccio umano e affettuoso tra passato e presente. In questa dimensione immaginaria, si possono cogliere valori e sentimenti universali, che non conoscono epoca.

L’estrema naturalezza con la quale il nostro autore è riuscito a fondere contesti storici completamente diversi tra loro e la cura di dettagli che lasciano spazio all’immaginazione di chi legge, donano una ben chiara visione di ogni personaggio: dall’abito, allo stato d’animo, alla curiosità e allo stupore con cui ognuno di essi si è posto nei confronti dell’altro.

Tra gli incontri impossibili, per citarne qualcuno, quello tra il giudice Giovanni Falcone e il re Vittorio Emanuele II, o tra Pietro Micca e San Francesco D’Assisi, e ancora tra Alberto Sordi e il canonico Giuseppe Allamano. Chi vive a Torino sa bene che corso Vittorio Emanuele II, per esempio, incrocia via Giovanni Falcone, adiacente al tribunale, e così a seguire tutti gli altri incroci citati.

La curiosità di scoprire come si sono approcciati personaggi così divergenti per cultura, epoca e storia, non può che essere tanta. Un elemento che non può e non deve sfuggire al lettore è la copertina del libro. Si può intravedere una città avvolta nel mistero, abbracciata da una coltre di nebbia, che in ogni narrazione ha un ruolo molto importante.

Questa opera offre, indubbiamente, soprattutto a chi non vive a Torino, la possibilità di conoscere meglio anche la città, seppure in una dimensione parallela e immaginata, diventando un’esplorazione della memoria storica e dei valori umani.

Giorgia Catalano

Giorgia Catalano

Giorgia Catalano è articolista, critica letteraria e musicale, scrittrice, poetessa, speaker e regista radiofonica. E' membro onorario del Direttivo della Cattedra Delle Donne, progetto in difesa dei Diritti Umani e contro la violenza sulle donne, riconosciuto dall'ONU. Cura prefazioni e recensisce libri. E’ lettrice di audiolibri e critico musicale; è stata anche giurata durante una selezione di voci nuove per Casa Sanremo. E’ attrice e cantante nella compagnia teatrale “Ma che bella compagnia!” della nota attrice italiana Margherita Fumero e ha recitato, recentemente, per la trasmissione Forum, in onda sui canali Mediaset.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio