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Al giornalista Gian Piero Amandola il prestigioso Premio della giuria al concorso letterario “Stresa per la Narrativa”

STRESA. Il giornalista torinese Gian Piero Amandola con il libro “L’uomo del lunedi”, ha vinto il Premio della giuria al prestigioso concorso Stresa di Narrativa. Fra le motivazioni: “Una grande scrittura per un giallo humour che dà le grandi emozioni della paura e della risata in un gioco letterario con la “Donna della domenica” di Fruttero & Lucentini.

Gian Piero Amandola è l’unico torinese vincitore di un premio letterario negli ultimi cinquant’anni: arriva dopo Primo Levi con “La chiave a stella” che ha ottenuto un riconoscimento nel 1978. La cerimonia di premiazione è prevista per domenica 25 ottobre alle ore 17 al Regina Palace Hotel di Stresa.

Il romanzo premiato è sospeso tra la risata e il brivido, dove il pubblico ministero indaga da “morto” e l’assassino si scopre solo all’ultima pagina. La trama in breve. In collina, sei colpi di pistola uccidono un noto rentier, ma aprono anche uno squarcio sui segreti della città. Carlo Torquace, PM affetto da “morti apparenti”, figura unica nel giallo italiano, indaga sospeso tra la vita e l’aldilà. E proprio quando “muore da vivo”, riesce a vedere indizi, moventi e assassini. Ma al risveglio, il problema è ritrovarli. A aiutarlo, c’è solo il caffè da cui è dipendente.

L’inchiesta attraversa la Torino per Bene e quella per Male. Dai salotti aristocratici alla carne della notte, dalla finanza avvelenata allo spaccio, fino all’eco inquieta dei triangoli magici. Tra satira feroce e misteri oscuri, il giallo si fa ritratto di una città che ha perso l’identità: ex capitale industriale ora incerta tra turismo, innovazione e spopolamento.

Un’indagine che non salva nessuno, né le dinastie reali o industriali, né la nostalgia. Perché scoprire chi ha ucciso è anche capire come siamo diventati ciò che siamo. Anche perché, forse, Torino come Torquace, soffre di morti apparenti.

Uno stile tagliente e ironico, che mescola giallo d’autore con noir metropolitano. Umorismo nero, atmosfere torinesi e sorprese narrative orchestrate dalla perturbante bizzarria di un detective… post-mortem.

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