A TAVOLALINGUA PIEMONTESE

I “trantedoi”, ovvero i denti nei proverbi e nei modi di dire della Lingua piemontese

“Stà nen lì coì ‘j dent an boca” (Non star lì con i denti in bocca) era una frase che in passato, a volte, i genitori rivolgevano ai propri figli, quando cincischiavano o ciurlavano nel manico, oppure se ne restavano lì, imbambolati ad aspettare non so che.

Un modo di dire della Lingua in piemontese, questo, che da tempo non mi era più capitato di udire, ma che mi è giunto casualmente all’orecchio dal tavolo accanto al mio, appena qualche giorno fa, in un ristorante di Fossano. Lo pronunciava con tono energico una mamma rivolta al proprio figlioletto, forse distratto o forse disappetente, che da troppo tempo stava esitando con la forchetta in mano davanti ad un piatto di agnolotti “dël plin”.

A proposito di denti, un’altra frase arguta e al tempo stesso spiritosa su questo tema, era quella che soleva rivolgermi il mio nonno materno, quando – ormai in illo tempore – mi sorprendeva sul punto di addentare, con evidente e marcato appetito, la mia abituale merenda quotidiana di pane e olio, con un’immancabile goccia di aceto di vino e un pizzico di sale, e che risuonava così: “Sergio, ’t l’has mal ai dent?” (Sergio, hai male ai denti?). Ed io, che ormai conoscevo l’antifona, rispondevo con un lieve cenno di assenso, senza mollare però la presa dai miei denti.

Non credo che queste due espressioni, tipicamente piemontesi, abbiano un corrispondente nella Lingua italiana e le trovo assolutamente straordinarie: sono molto colorite, efficaci, sagaci, senza essere né caustiche né pungenti, e colgono nel segno: è per questo che le ricordo in questo mio articolo.

Ma non si esaurisce certo qui il repertorio delle frasi idiomatiche che richiamano in qualche modo “ij trantedoi”, ovvero la dotazione di 32 denti di cui la Natura ha fornito la bocca di noi esseri umani, per consentirci di addentare il cibo e di procedere alla masticazione prima di poterlo ingerire. Non è un caso che possa essere proprio l’appetito a far ballare il nostro apparato dentale (fé balé ij trantedoi), senza dimenticare però che potrebbe essere il freddo a farli tintinnare (fé bate ij dent).

Di espressioni sui denti ce ne sono davvero molte, e non sempre esclusive della parlata subalpina; in questa occasione non posso certo esimermi dal ricordarne almeno qualcuna:

“difendse con j’onge e co’ ij dent” (difendersi con le unghie e con i denti), il cui significato è palese;

“al dent” (al dente), riferito alla cottura degli gnocchi, degli agnolotti e più in generale della pasta; “gavesse ’l pan dai dent” (togliersi il pane dai denti), come gesto di altruismo estremo;

“la lenga a bat sèmper andova ’l dent a deul”, ovvero: la lingua batte sempre dove il dente duole.

E allora? C’è sempre un drastico, postremo rimedio: “via ’l dent, via ’l dolor”, e cioè: via il dente, via il dolore!

Fascino magnetico e incomparabile efficacia della Lingua dei nostri avi.

Sergio Donna

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, Sergio Donna è Presidente dell’Associazione di volontariato culturale Monginevro Cultura. È autore di romanzi, saggi e poesie, in Lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio ha pubblicato le monografie “Torèt, le fontanelle verdi di Torino”, “Portoni di Palazzi torinesi”, “Chiese, Campanili & Campane di Torino”, “Giardini di Torino”, “Fontane di Torino”, “Statue di Torino”, “Ponti di Torino" e "Caffè e Locali storici di Torino”. Tra le sue raccolte poetiche, ricordiamo “Lines”, “Laeta Carmina”, “Sonetti”, "Metrica | mente" e “Kairos” (in Lingua Italiana), e “Cerea” e “Tóira e ritória” (in Lingua piemontese). Al suo attivo, anche una raccolta bilingue (italiano e piemontese) in quattro volumi di 400 poesie brevi di stile giapponese, dal titolo "Ciameje nen haiku | Non chiamateli haiku”. Ha scritto inoltre i romanzi “Il trionfo della bandiera” e “Lo scudetto revocato”. Come giornalista, ha collaborato diversi anni con il quotidiano on line “Piemonte Top News” e con la rivista “Torino Storia”. Attualmente scrive per il quotidiano on line “Storie Piemontesi”, per i mensili “Vagienna” e “Piemontèis Ancheuj” e per il periodico “Savej”. È fondatore dei Premi Letterari Internazionali “Lampi di Poesia | Slussi ’d Poesìa”, “Jucunde docet” e “Poesia Granata”, per poesie e racconti in Lingua italiana e Lingua piemontese. È anche Autore di testi di canzoni in piemontese, musicate da noti chansonnier del territorio, ed è docente di Lingua e Letteratura Piemontese all’Unitre di Torino e di altre Sedi decentrate. Per Monginevro Cultura, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali dell’ “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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