
Fabio Wasserman: un poeta argentino con il Piemonte e l’Italia nel cuore
Presentata ad Arte Città Amica la sua ultima silloge “Finisce nella mia fede” | Termina in mi fe
Fabio Wasserman (Buenos Aires, 1965) ha conseguito il dottorato in Storia all’Università di Buenos Aires presso la quale è docente della Facoltà di Filosofia e Lettere. È curatore del Master in Storia Concettuale dell’Università di San Martín. È specializzato in Storia politica e culturale argentina e ispanoamericana (XVIII e XIX secolo), ma Wasserman è anche, e forse ancor di più, scrittore e poeta di classe.
È legatissimo all’Italia, e nei mesi di settembre e ottobre, accompagnato dal critico letterario e traduttore italo-argentino (nato a Torino) Antonio Nazzaro, è stato protagonista di un tour di presentazioni delle sue sillogi poetiche, e in particolare della raccolta “Finisce nella mia fede” (Termina in mi fe), fresca fresca di stampa. Il volume è edito da Puntoacapo, una vivace Casa editrice di Alessandria, e fa parte di Intersezioni, una Collana di poesia diretta da Mauro Ferrari.
Nazzaro ha curato le versioni in italiano delle opere di Wasserman, e in veste di manager del Poeta, ha tessuto i contatti con l’Editore piemontese e ne ha organizzato la tournée in varie città della penisola e in altri paesi europei.
Ma il legame di Wasserman con Torino e il Piemonte è davvero speciale, forse per le radici subalpine del suo manager accompagnatore, e non è un caso se il capoluogo piemontese è stata la prima tappa del tour italiano del poeta porteño che ama profondamente la nostra regione.


A sinistra: “Finisce nella mia fede”, l’ultima silloge di Fabio Wasserman. A destra: Il poeta colto mentre si esibisce al bandoneón.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo proprio a Torino, al Centro Artistico Culturale Arte Città Amica di Via Rubiana 15, nell’ambito di una serata poetica internazionale curata dalla poetessa Imma Schiena, e con lui è nata subito una sorta di reciproca empatia, la stessa sintonia di un consolidato duo musicale. Quella di due musicisti che insieme intonano un brano improvvisato, ma eseguito all’unisono e alla perfezione: sarà che Wasserman è un eccellente suonatore di bandoneón ed io, come lui, adoro il tango argentino, fatto sta che è stato come se i nostri comuni pensieri diventassero note musicali, in perfetta armonia. La musica è un esperanto. Lui a parlare in castigliano, io ad ascoltare e a rispondere in italiano: eppure ci si intendeva perfettamente.


Foto di sx: il Poeta Fabio Wasserman al Circolo Artistico Culturale Arte Città Amica. Foto di dx: Antonio Nazzaro, curatore e traduttore delle sue opere.
La poesia di Fabio Wasserman è l’arte della metafora, dell’immagine sospesa, con la potenza graffiante dell’epitaffio e dell’epigramma. Versi brevi, ma profondamente intensi, che restano incisi nell’immaginario del lettore. Versi apparentemente non conclusi, di cui il lettore intende il seguito e la conclusione. Pietre miliari della sua poetica sono il tempo che fugge (È tardi per ieri | Es tarde para ayer, I); l’ombra e la penombra (sombra e penumbra), ovvero i chiaroscuri della vita, talvolta da schivare per non perdersi, in altre circostanze per farsene beatamente avvolgere, oppure da tuffarvisi, per lasciarsi abbracciare dal silenzio e dall’oscurità; la profondità (la profundidad, IV) del mare, del pensiero, dei misteri esistenziali, del bene e del male; il crepuscolo e l’alba (ël crepúscolo y ël amanecer, IX); i seminatori e i mulini (sembradores y molinos, XI); l’acqua del fiume che scorre nel suo letto tra le pietre come se nulla fosse (…el rio corre por su lecho /como si nada… / El agua / entre las piedras, XIV); il tempo inesorabile che fugge…

Sì, “è sempre troppo tardi” per un Poeta autentico (siempre es demasiado tarde, XVII) perchè il suo cuore sente l’urgenza di denunciare ingiustizie, prevaricazioni, devianze dal bene, ma anche di esternare sentimenti, emozioni, ammonizioni, sogni, e la propria speranza, la propria fede, che – nonostante tutto – non può spegnersi mai. Deve assolutamente farlo, e subito, d’istinto, perché si sentirebbe in colpa se lo facesse troppo tardi. Perché il Poeta autentico è anche un Profeta che deve anticipare il tempo e i tempi. E sa che tutto, proprio tutto, “finisce nella sua fede”. Proprio come il titolo dell’ultima, fulgida silloge di Fabio Wasserman.
(S.D.)
Nella foto a lato: Il poeta argentino accanto a Sergio Donna nell’incontro avvenuto il 25 Settembre a Torino, al Circolo Artistico Culturale Arte Città Amica.



