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Dal 16 al 24 a Cuorgnè si terrà il tradizionale “Torneo di maggio alla corte di Re Arduino”

Anche quest’anno tornerà il Torneo di maggio alla corte di Re Arduino. Il Torneo di Maggio di Cuorgnè è oggi una delle feste storiche più radicate del Canavese, ma la sua storia comincia nel 1987, quando la città scelse di trasformare le vie del centro in un grande scenario medievale dedicato ad Arduino d’Ivrea, re d’Italia, e alla regina Berta, sua moglie. Quella prima intuizione – riportare in vita l’atmosfera dell’anno Mille attraverso taverne, accampamenti, cortei armati, musiche e giochi popolari – si rivelò così efficace da diventare, negli anni, un tratto distintivo dell’identità cittadina. Edizione dopo edizione, la manifestazione ha costruito un immaginario condiviso fatto di costumi riconoscibili, rituali collettivi, rivalità tra borghi e una partecipazione che coinvolge intere famiglie, creando un legame profondo tra la comunità e la sua storia.

L’edizione 2026, prevista nei fine settimana del 16-17 e del 22-23-24 maggio, introduce diverse novità senza rinunciare allo spirito originario. Il percorso della festa si estende, recuperando spazi e valorizzando i borghi storici, mentre gli eventi principali vengono accompagnati da riprese e proiezioni che rendono più immediata la fruizione delle cerimonie. Le bettole tornano a occupare il cuore della città con un’impostazione che richiama le prime edizioni, e il nucleo narrativo della festa – il corteo reale, l’investitura, la benedizione del Palio, le sfide tra i borghi – rimane saldo. Il Torneo delle Due Torri si rinnova con prove inedite e nuovi protagonisti, mentre il Convivium Regalis propone un percorso gastronomico ispirato alla cucina medievale, pensato per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva e coerente.

Al centro di tutto restano Arduino e Berta, ogni anno due cittadini vengono scelti per interpretarli, guidando simbolicamente la comunità attraverso i giorni della festa e rinnovando un legame che unisce memoria storica e appartenenza locale.

Ma chi era re Arduino?

Arduino nacque intorno al 955, probabilmente a Cuorgnè o nell’area di Ivrea, all’interno della potente stirpe degli Arduinici, signori radicati nel Canavese e legati ai marchesi di Ivrea. Era un nobile, cresciuto tra castelli, milizie locali e una rete di alleanze che univa Piemonte, Valle d’Aosta e la Borgogna transalpina. Inizialmente marchese d’Ivrea, ruolo che lo mise al centro dei conflitti tra il potere imperiale tedesco e le autonomie italiane, la sua successiva ascesa al trono fu rapida e turbolenta. Nel 1002, alla morte dell’imperatore Ottone III, i grandi dell’Italia settentrionale lo elessero re d’Italia, sfidando la tradizione che voleva un sovrano tedesco sul trono. Arduino incarnava l’idea di un’Italia capace di scegliere un proprio re, e questa scelta scatenò una lunga guerra contro l’imperatore Enrico II. Il suo regno fu breve ma intensissimo, costellato di battaglie, assedi, alleanze mutevoli, fino alla resa del 1014 e al ritiro nell’abbazia di Fruttuaria, dove morì nel 1015 come monaco, chiudendo la sua vita in modo quasi romanzesco.

Accanto a lui, nelle cronache e soprattutto nella memoria popolare, compare Berta, figura meno documentata ma potentissima nell’immaginario. Probabilmente proveniva da una famiglia nobile dell’area borgognona o savoiarda, e il matrimonio con Arduino consolidò i legami transalpini della dinastia. Le fonti medievali la citano raramente, ma la tradizione le attribuisce un ruolo di regina saggia e protettrice, custode delle terre e delle genti mentre il marito era impegnato in guerra.

Nel folklore piemontese, Berta diventa quasi un archetipo: la “regina buona”, la donna che accompagna Arduino nei suoi spostamenti, che intercede per i sudditi, che rappresenta la continuità del potere quando il re è lontano. In alcune leggende appare come una figura luminosa, in altre come una presenza malinconica che veglia sui castelli dell’eporediese.

È interessante notare che all’epoca Arduino non era particolarmente amato, soprattutto per la frammentazione del territorio canavesano, ma anche perché le guerre contro l’Impero e le continue gabelle ricadevano sulla popolazione. Nel XX secolo però la sua figura fu rivalutata e oggi è molto amato a livello folcloristico; Arduino e la moglie Berta sono simboli di un territorio che li riconosce come propri e ne rivive le gesta ogni anno.

Tra l’altro, in questa edizione molte sono le novità e tra queste la mostra sulla stregoneria Yume edizioni e la conferenza sul Medioevo che si terrà domenica 17 alle ore 18,30.

Katia Bernacci

Katia Bernacci

Katia Bernacci, giornalista pubblicista, saggista e ricercatrice indipendente, è attualmente direttrice editoriale della casa editrice Yume. Da anni si occupa di divulgazione in ambito culturale.

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