
In un libro di Enrica Mossone le curiose storie di alcune cascine del Biellese
Le cascine sono beni culturali, ambientali e paesaggistici. Dobbiamo imparare invece a guardare il paesaggio che ci sta intorno con occhi attenti ma soprattutto con la mente, per capirne le sue caratteristiche e le sue trasformazioni nel tempo: cosa quest’ultima che solo studiando e documentandoci possiamo realizzare. Nel libro “Le cascine tra l’Oremo e l’Elvo. Beni culturali e ambientali”, Enrica Mossone indaga sugli aspetti architettonici – in alcuni casi si tratta di strutture del 1500 – senza fondamenta; ci sono cascine a corte chiusa e/o aperta. Nella ricerca si è soffermata sulle tecniche colturali, sulla specificità dei suoli e dell’irrigazione; ma anche sulle strutture sociali, sulle definizioni dei contratti con le proprietà (affittanze, mezzadrie, bracciantato). Dove possibile ha fatto emergere, dai documenti dell’epoca, l’analisi delle condizioni di vita, anche in secoli lontani, devastati da guerre continue, invasioni e contrasti tra classi dominanti e classi subalterne. Per conoscere la storia delle cascine l’autrice ha svolto ricerche d’archivio e per conoscere la vita attuale ha proceduto con interviste a chi le abita.

“L’incontro con le persone è stata comprensibilmente la parte più calda e viva – spiega l’autrice –. Tranne in un caso, che per questo non si è riversato nelle pagine, ho trovato persone gentili e disponibili ad aprire la porta ad una sconosciuta e a raccontarle ciò che ricordavano e ciò che fanno oggi. Si sono così incontrate figure di anziani indiscutibilmente vigorosi, che hanno costruito con la loro vita e le loro scelte il realizzarsi prima e il prolungarsi dopo l’esperienza del lavoro agricolo. Tutti le altre e gli altri hanno ricevuto l’attività in eredità dalla tradizione famigliare e in alcuni casi la portano avanti in solitudine dura, ma determinata”.
Le cascine sono necessariamente sempre un po’ distanti l’una dall’altra, ma le persone no. Si conoscono tutte. Certamente non è la vicinanza in metri che unisce, bensì condividere la cura dei campi, respirare le stesse necessità ed emozioni.
Nel volume sono stati intervistati: Giuseppe Mondino alla cascina Oremo di Sopra, un margaro lì ospitato Guglielmino Minè, una ex margara Lina Peretto Bona; Quinto, che abita nei pressi della cascina Ressia e Oremo di Sotto; Massimo Claro, Mariuccia Macchetto, Werner alla cascina s. Emilio; Livio Rubin Silmo per la cascina Oremo di Sotto; Marco Maffeo della Cascina Bozzola; Nicoletta Peretto e la mamma Sista Valcauda della Palazzina; Elidia Mercandino della cascina Gravetti 1; Luciana Mercandino e la figlia Piera della cascina Gravetti 2; Massimo Mercandino e la madre Gemma, Renzo Mercandino e la moglie per la cascina Minazia; Teresa Blotto Baldo e la vicina della cascina Gilino sig. ra Rossetti, per il Saniolo.



